Prologo:
Come accade in quasi ogni viaggio della mia vita la mattina della partenza è il momento in cui organizzo delle cose. Le persone normali hanno lo zaino pronto con tutto il necessario da giorni.
Le persone come me alle 9 di mattina si trovano costretti a rifare la carta di credito e ad andare a farsi prescrivere dei medicinali in quanto, come al solito, mi sono beccato una fantastica bronchite. Come mi accade spesso nella vita sono nella merda visto che il pulman parte alle 10.10, ma quando si è abituati a queste situazioni in qualche modo se ne viene sempre fuori. A Tirano ho un quarto d'ora tra il bus e il treno. Giusto il tempo per comprare una maglia termica della kraft uguale a quella presa due giorni prima. Si parte con le mano sui maroni in quanto Trenord è come una scatola di cioccolatini, non sai mai che cosa aspettarti. A volte i treni sono perfino in orario e questo straordinario evento mi capita proprio nel giorno della mia partenza. Wow! Cambio il treno a Lecco in direzione Bergamo, da dove mi imbarcherò verso Saragozza. 18 euro per volare tra Italia e Spagna, mica male! Ho quasi speso di più per fare i 150 km che separano Sondalo e Bergamo ;)
Arrivo all'aereoporto-areoporto (non ho mai capito quale nome sia corretto, forse lo sono entrambi) con addirittura un'ora di anticipo! E' qualcosa che non mi succedeva da anni, sono a metà tra l'incredulo e il commosso. Il volo fino in Spagna va a gonfie vele, ho pure il mio amato posto sul finestrino anche se il sonno arretrato prende l'avvento sulla voglia di vedere il panorama. Giungo a Saragozza decido di prendere il bus per Pamplona, cosa su cui non ero sicuro ad inizio della giornata. Nella grandissima stazione dei treni/pulman incontro la prima pellegrina di tutto il cammino, una ragazza torinese di nome Veronica; lei a differenza mia va a Pamplona in treno quindi ci perdiamo subito. Il viaggio verso la città delle corride scorre molto lento; il mio orologio, o meglio il mio telefono segna le 11.30 quando finalmente giungo a destinazione. Visto che mi hanno rubato il telefono proprio 3 giorni prima del Camino e che quello "nuovo" è un caret mi tocca vagare a caso per trovare un'ostello. Sono a Pamplona e ancora non so se il mio cammino partirà da qua, Roncisvalle o St. Jean Pied de Port. La tosse non mi da tregua, il raffreddore di certo non mi aiuta e dopo una giornata passata a tossire ho pure il mal di testa; l'unico sollievo è una carina ragazza (citando il mitico Enrico Pasquale Pratticò) americana che mi fa un po di compagnia prima di andare a nanna. La notte non passa esattamente benissimo a causa del taramot che avevo sotto di me che russava come un mammut. Mi sveglio alle 9.30 ed approfitto in pieno della colazione inclusa nel prezzo dell'ostello, per poi fare un giro a Pamplona. Devo dire la verità, mi aspettavo di trovare qualcosa di più. Non dico che la città faccia schifo però non ci sono queste grandi cose; mi reco in primis nell'antica cittadella per poi camminare a random per il centro senza sapere dove sto andando. Dopo un'oretta trovo la Plaza de Toros; da qui percorro tutto l'itinerario della Corrida, cercando di impersonificarmi nei tori e pensando di colpire i passanti con le mie corna belle. Dopo aver represso i miei istinti omicidi vado in un Albergue per prendere la Credencial, una specie di passaporto dove si possono porre i "Sellos", ovvero i timbri, degli Albergues e non solo. Torno in ostello giusto il tempo di farmi uno spuntino ed è ora di partire verso St. Jean Pied de Port. Onestamente in principio pensavo di partire da Pamplona e saltare i primi 60-70 km, ma la mia tosse potentissima mi ha fatto cambiare i piani fin da subito. Meglio un giorno di riposo in più prendendo farmaci antitosse che partire a camminare subito rischiando di peggiorare le cose. Sul bus re-incontro Veronica e faccio la conoscenza di altri due italiani di nome Fabio e Roberto; alla faccia dei miei propositi di stare poco con gli italiani. Il costosissimo viaggio (mi pare 22 euri, figli di troia) prosegue senza intoppi.... fino a quando entro in Francia per la prima volta in vita mia. Non ho mai amato la Francia ed il sentimento sembra essere reciproco visto l'acquazzone che mi accolge quando scendo dal pulman. Nemmeno la nuvola di Fantozzi era così carica d'acqua madonnasantoddio; per evitare di bagnarci tipo Lisa Ann durante una gangbang io e Valentina ci rifugiamo sotto il pulman, nella zona dove si mettono i bagagli tanto per intendere. Qui iniziamo a metterci il poncho, quando Booom! L'autista non si è accorta della nostra presenza e ci chiude dentro. Ahahahahahaah.
Le nostre urla la insospettiscono e per fortuna riapre lo sportello. Libertà!!!! Dopo aver avuto il mio momento da Ivan Bogdanov ci incamminiamo verso il centro del paesino, alla ricerca di un'ubicazione notturna. Ovviamente arriviamo al Rifugio Municipale (solitamente i municipali sono quelli che costano meno di tutti) scopriamo che l'ultimo posto disponibile è stato appena occupato dalla tipa entrata prima di noi. Alla fine andiamo a dormire nella casa adibita ad ostello di una signora messicana; qui si forma una vera e propria colonia italiana. A noi due si aggiungono Fabio, Roberto e due nuove ragazze della Val di Susa di nome Sara e Dalila; quando ormai sono rassegnato ad una colonia italiana la signora accoglie in casa anche un ragazzo francese ed una ragazza sudafricana. La giornata si conclude con la classica pasta italiana e con i classici 3-4 piatti mangiati dal sottoscritto. Domani si parte, mo' soccazzi.
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